Quale pensi sia il giusto atteggiamento da assumere durante un colloquio di lavoro? Se da un lato è difficile saper gestire alcuni stati d’animo ed emozioni, come ad esempio l’ansia che porta ad un continuo balbettare, dall’altro è bene sapere cosa è assolutamente sconsigliato fare. Il motivo? Ciò potrebbe compromettere la tua assunzione in quell’azienda anche in presenza di un ottimo CV.

Il 1° consiglio è evitare di considerare l’interlocutore – ovvero il selezionatore – come colui il quale deciderà le sorti del tuo futuro. Non è un nemico! E’ vero, sarà lui a valutarti, ma ricorda che il suo lavoro consiste nell’individuare i candidati più adatti – per competenze, capacità e caratteristiche personali, non di certo per simpatia! – a ricoprire quel ruolo. Pertanto se stai adottando la teoria dei grandi numeri nella ricerca di un’occupazione (inviando CV a quanti più contatti possibili, in modo indiscriminato) sperando che prima o poi qualcuno ti assuma, sarebbe opportuno cambiare strategia. Tutto ciò per evitare di addossare la responsabilità di un insuccesso ad un colloquio all’addetto alla selezione: se per esempio ti sei candidato ad un’offerta di lavoro ma non conosci la lingua cinese, requisito indispensabile per l’assunzione nell’azienda XY, forse è il caso di iniziare a migliorare le tue tecniche di ricerca del lavoro inviando CV in modo mirato.

Il selezionatore ha tutto l’interesse nel chiudere con successo un processo di selezione; quindi, 2° consiglio, assumi un atteggiamento rilassato e soprattutto collaborativo durante il colloquio. Esistono diversi tipi di selezionatori con altrettanti differenti modalità di conduzione del colloquio, molto dipende dalla loro formazione oltre che dalla personalità, ma in linea di massima tutti cercheranno all’inizio dell’incontro di metterti a tuo agio cominciando a parlare del più e del meno (Ha avuto difficoltà nel trovare la nostra sede?) e rompendo il ghiaccio presentando l’azienda. Nel frattempo tu ti sarai rilassato e potrai affrontare al meglio le domande che ti verranno poste.
Evita quindi di assumere un atteggiamento:

  • Di sfida e aggressivo
  • Scortese e maleducato
  • Superficiale e strafottente
  • Nervoso e ansioso
  • Con mancanza di interesse e di entusiasmo
  • Pigro e poco attivo
  • Amichevole e confidenziale

Secondo un famoso detto “L’abito non fa il monaco”, d’altro canto la prima impressione spesso è quella che conta; è sicuramente vero che una persona si valuta per com’è dentro e non per come appare, ma questo è un concetto applicabile nei rapporti interpersonali, di una certa durata e in alcuni campi della nostra vita. Secondo te quanto tempo ha a disposizione il selezionatore per valutare le tue competenze? Pochissimo! Quindi ecco perché, 3° consiglio, sarà opportuno curare il proprio aspetto partendo dall’abbigliamento: abiti semplici e sobri, evitando troppa eleganza o accessori e trucchi troppo appariscenti.

4° consiglio. Un buon colloquio inizia ancor prima del colloquio stesso. Sei stato contattato per presentarti due giorni dopo presso gli uffici dell’azienda? Bene è da quel momento che inizia la tua preparazione! Innanzitutto accertati del nome del referente con cui dovrai parlare, è un dettaglio che non si può assolutamente dimenticare, segnati il suo nominativo insieme all’orario e all’indirizzo che ti sono stati forniti. Cerca di capire bene come raggiungere il luogo del colloquio, specie se non conosci la località. Raccogli informazioni sull’azienda visitando il suo sito internet per capire meglio di cosa si occupa e cosa produce; approfondisci le caratteristiche del profilo ricercato andando a rileggere l’annuncio di lavoro al quale ti sei candidato oppure facendo qualche ricerca su siti specializzati nella descrizione di profili professionali (http://orientaonline.isfol.it/ per esempio). Stampa la copia del tuo bel CV.

Ed infine il 5° consiglio, cosa fare dopo il colloquio? Al termine dell’incontro è sconsigliato chiedere com’è andato, piuttosto ripensa a come si è svolto cercando di individuare gli errori che eventualmente hai commesso o le cose che non hai detto ma che avresti potuto; ti sarà d’aiuto sicuramente per la prossima volta. Ciò che invece puoi chiedere è entro quanto tempo sceglieranno il candidato e se sarai avvisato qualsiasi sia l’esito, questo perché non sempre le aziende inviano un feedback ai vari candidati. Nel caso in cui non riceverai notizie, evita di assillare l’azienda: contattala telefonicamente o spedendo una e-mail dopo un mese di silenzio, ma non prima.

Sebbene l’elenco dei buoni consigli da seguire sia molto più lungo, ho deciso in racchiudere in 5 punti quelli essenziali e più importanti. Ricorda quindi:

  1. Il selezionatore non è un nemico! Valutare i candidati ad un’offerta di lavoro è il suo mestiere.
  2. Assumi un atteggiamento rilassato e collaborativo, né troppo distaccato ma neanche confidenziale.
  3. La prima impressione è quella che conta. Cura il tuo aspetto ed il tuo abbigliamento.
  4. Prima del colloquio: annota orario, luogo e nome del referente; raccogli informazioni sull’azienda.
  5. Dopo il colloquio: non chiedere com’è andato l’incontro, ma entro quanto tempo selezioneranno la risorsa; nel caso di mancata riposta dopo un mese contatta l’azienda, ma senza essere assillante.

L’atteggiamento che si assume in incontri importanti e decisivi come lo è un colloquio di lavoro, ha il suo peso sulla decisione finale. Dare il massimo ed apparire nella propria forma migliore, segnerà sicuramente un punto a tuo favore. Magari non verrai scelto per quel posto di lavoro, ma sicuramente se al selezionatore rimarrà un buon ricordo del vostro incontro, se avrai catturato la sua attenzione e stimolato l’interesse per la tua professionalità, nessuno ci dice che non sarai contattato in un secondo momento direttamente dall’azienda.
L’atteggiamento che si assume vale tanto quanto un biglietto da visita, sta a te decidere come usarlo!

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